Qualche giorno ad Amsterdam con i bambini

Quest’anno, per una ragione o l’altra, siamo arrivati un po’ tardi a pianificare le vacanze di Natale e dopo le feste ci siamo trovati a consultare diversi siti internet per trovare un volo verso una destinazione con un prezzo ragionevole. Abbiamo anche monitorato le previsioni meteo e al Nord prevedevano veramente bel tempo.

Ebbene il 29 dicembre 2019 ci trovavamo su un volo della compagnia aerea olandese di bandiera KLM da Milano Malpensa diretto ad Amsterdam (prezzo di ca. Euro 850 per due adulti e due bambini). 

Per l’alloggio non è stato semplice, c’era pochissima disponibilità visto che c’era di mezzo anche il Capodanno. Dopo diverse ricerche abbiamo trovato una struttura relativamente a buon mercato adatta alle famiglie (il MEININGER Hotel Amsterdam City West – direttamente di fianco alla stazione del treno di Sloterdijk). In centro è stato impossibile trovare qualcosa, anche perché visto il periodo, c’erano molti turisti in giro.

Amsterdam a fine dicembre: cielo blu, temperatura mite e ore e ore a camminare per la città senza soffrire il freddo come invece pensavamo prima di partire.

Il primo giorno siamo andati in centro (5/10 minuti di treno) e abbiamo iniziato ad esplorare un po’ la zona attorno alla piazza principale di Amsterdam, piazza Dam. Attraversando diversi canali ci siamo diretti verso quello che si è rivelato il mio quartiere preferito, Jordaan.

Il Jordaan District di Amsterdam è stato costruito nel XVII secolo e una volta serviva come zona residenziale per la classe operaia. Si stabilirono in questa zona migranti spagnoli, francesi ed ebrei. Anche per questo motivo il Jordaan è soprannominato il quartiere latino olandese; oggi infatti la zona attira molti studenti, artisti e hippy attratti da affitti bassi e case a prezzi accessibili. È una zona piena di ristorantini, caffé e negozietti veramente belli, anche di tendenza direi. Io in un quartiere del genere ci potrei vivere, senza dubbio. Alla fine siamo finiti in questo quartiere diverse volte anche per cena.

Jordaan

La prima sera i ragazzi erano stanchi e ci siamo infilati nel primo ristorante che aveva tavoli liberi, era un carinissimo ristorante spagnolo (www.spanjerenvantwist.nl) dove eravamo gli unici turisti. Il genere di locale mi ricordava moltissimo il periodo da studentessa passato a Zurigo. 

Spanjer&vanTwist, Amsterdam

Il giorno seguente abbiamo deciso di fare un giro sui canali con un’imbarcazione (www.lovers.nl/it/): un tour di un’ora, ed è stato bello vedere la città da un’altra prospettiva. Lo abbiamo fatto anche e soprattutto perché è un’attività che di solito piace ai bambini (e non ci siamo sbagliati). Io avrei camminato per chilometri … ma con i bambini (almeno con i nostri) non è sempre possibile, se non si vuole essere sommersi di domande sul quando si mangia, quanto si cammina ancora e capricci vari, …

Per pranzo siamo andati al famoso locale Pancake (www.pancakes.amsterdam), da non confondere con pancake bakery che ha quasi sempre una fila chilometrica davanti alla porta – volevo capire cosa offrono di così tanto apprezzato. Si tratta di un locale che serve solo pancake, come dice il nome (in realtà si tratta di una sorta di omelette, anche se nel menu hanno pure quelli classici americani più spessi con diversi strati). Abbiamo atteso un po’ prima di entrare, i bambini si erano spazientiti, ma alla fine ci hanno dato un tavolo e il nostro Samuele era strafelice per il suo pancake con cioccolata, panna, gelato, insomma una grande bomba calorica. Noi siamo rimasti sul classico con quello con formaggio, prosciutto e funghi.

pranzo da pancakes.amsterdam

Il pomeriggio siamo andati al museo della scienza Nemo (progettato dall’architetto Renzo Piano) http://www.nemosciencemuseum.nl/en. Con i bambini è quasi un MUST perché possono provare di mano propria moltissimi esperimenti scientifici e il museo, di ultima generazione, è concepito veramente benissimo. Una cosa però la devo dire, non me lo aspettavo così affollato, noi avevamo ordinato i ticket online (si evita la fila all’entrata).

In una città grande (con una cucina tradizionale diciamo non “troppo interessante”) ci piace provare la cucina etnica e per questa sera abbiamo scelto un bellissimo, ma semplice locale a Jordaan con cibo libanese. È stato uno degli highlight del soggiorno ad Amsterdam. Locale giovane, affollato, con uno staff che si dà un gran da fare e che serve tantissime cosucce buone (https://dna-hummusbistro.com). 

hummus bistro d&a, Amsterdam

Il terzo giorno era il 31 dicembre 2019, siamo andati in centro e abbiamo visitato il bellissimo cortile di Begijnhof di Amsterdam che è un antico beghinaggio, costituito da un cortile chiuso risalente agli inizi del XIV secolo. Si trova vicino alla vivace Kalverstraat, nel centro di Amsterdam, dietro una porta alquanto anonima di Spuistraat si nasconde un pittoresco e incantevole cortile interno impreziosito da curati giardini e da una chiesa centrale su cui si affacciano pittoresche case da fiaba tipiche dell’architettura olandese. Ci siamo poi diretti verso il mercato dei fiori e di seguito siamo andati nel parco del Rijsmuseum dove in inverno allestiscono una bellissima pista del ghiaccio. Successivamente siamo andati verso De Gooyer Windmill dove si trova l’ultimo mulino a vento cittadino che ora ospita una birreria. Per pranzo ci siamo fermati in un incantevole ristorantino dietro il mulino (https://dekopvanoost.com) e poi di nuovo in centro tra le bancarelle del mercato delle pulci Waterlooplein e infine abbiamo scorrazzato tra le viuzze del centro storico intorno alla chiesa De Oude Kerk (quartiere a luci rosse). 

Se vi interessa saperlo, abbiamo passato la sera del 31 dicembre in albergo e a mezzanotte già dormivamo. Ad Amsterdam tra le 20:00 del 31 dicembre e le 1:30 del 1° gennaio tutti i mezzi pubblici (anche i treni che percorrono le lunghe distanze) vengono soppressi e non c’era modo per noi di stare in centro per strada a festeggiare l’arrivo del nuovo anno, perché i bambini non avrebbero retto fino alle 1:30 per il rientro con il primo treno. Alla fine si è rilevata un’idea azzeccata anche perché il mattino del 1° gennaio la città era piuttosto devastata. C’era così tanta spazzatura ovunque che sembrava fosse stata combattuta una guerriglia urbana.

Begijnhof, Amsterdam
Bloemenmarkt, Amsterdam
Rijsmuseum, Amsterdam
Brouwerijhetij all’interno del De Gooyer Windmill, Amsterdam

Durante l’ultima mattina, prima del rientro a casa, abbiamo passeggiato per il quartiere multietnico dall’atmosfera bohèmienne di De Pijp. Comunque era tutto deserto … al 1° gennaio eravamo gli unici superstiti in giro per la città. Sembrava di essere atterrati su un pianeta disabitato.

De Pijp, Amsterdam
1.1.2020 alle 10:00, Amsterdam

Amsterdam ci è piaciuta moltissimo, ci sarei rimasta ancora qualche giorno, ci torneremo in futuro sicuramente anche perché non abbiamo visitato il Rijsmuseum, il museo Van Gogh (già visto una decina di anni fa) e molto altro anche nei dintorni della città. I nostri bambini la chiamano la città dei pazzi per via delle donne in vetrina, dei coffee-shop, dei molti giovani un po’ su di giri: si sono divertiti molto.

Spero di avervi dato qualche utile consiglio, Amsterdam è senza dubbio una città a misura di bambino.

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